La minigonna vintage, così contemporanea

The mini-skirts by Miu Miu ss21 © Miu Miu

Non è solo il ritorno a un'altra epoca. Questa minigonna, completamente moderna, è pienamente conforme ai dettami del passato, ma va coraggiosamente dove nessuna donna è mai andata prima.

minigonna vintage 2From left to right: Balmain – Dolce Gabbana

"Un buon discorso dovrebbe essere come la gonna di una donna"- disse una volta Winston Churchill - "abbastanza lungo da coprire l'argomento e abbastanza corto da creare interesse".

Questo accadeva nel 1942, ben prima che la meravigliosa minigonna facesse il suo debutto sulle passerelle e nelle boutique del mondo intero. E l’autore di quella famosa frase è stato discusso tanto quanto chi ha avuto per primo l'audace idea di creare questi capi d’abbigliamento lunghi poco più di 25 cm.

Una gonna corta per una donna non è una novità in Europa, naturalmente. Pur evitando gli esempi forniti dall'archeologia neolitica, potremmo citare il brillante gonnellino di banane di Josephine Baker degli Anni '20 o gli scandalosi vestiti indossati dalle donne futuriste nelle opere di fantascienza pulp di artisti del calibro di Earle K. Bergey negli Anni '40 e '50.   

minigonna vintage 2Earle K. Bergey, Star of Treasure (1944)

Ma le giovani donne che per prime hanno osato mettere a nudo le proprie gambe per le strade delle città, hanno dovuto attendere i primi Anni ’60 per poterlo fare. E che sia stato per le strade di Londra o per quelle di Parigi, è accaduto più o meno nello stesso periodo, o nello stesso momento se volete. Per decenni un furioso dibattito ha infuriato per stabilire se sia stata Mary Quant a Chelsea (come affermava lei) oppure André Courrèges nel XVI Arrondissement (come sosteneva lui) ad accorciare per primo le gonne delle ragazze. Se la verità sta da un lato del Canale della Manica o dall’altro è forse ancora tutto da stabilire. Una cosa è certa: entrambi questi giovani stilisti di innegabile talento e determinazione fecero notizia con la lunghezza delle gonne nelle loro collezioni primavera/estate del 1964.

minigonna vintage 2From left to right: mini-skirts by Pierre Cardin haute-couture 1970 – Courrèges

È interessante notare che anni dopo la signora Quant ebbe la franchezza di affermare: "Comunque, non sono stata io e nemmeno Courrèges a inventare la minigonna, sono state le ragazze della strada a farlo". In ogni caso, più o meno nello stesso periodo, altri stilisti di alto livello stavano accorciando le gonne.

 

John Bates, Cristóbal Balenciaga, Pierre Cardin e Yves Saint Laurent colsero l'onda, anche se a posizionare la minigonna come fenomeno di vertice della moda internazionale era stato probabilmente il suo trionfo nel cuore della Swinging London.

 

E nessuno lo ha personificato più dell'inimitabile e androgina Twiggy.

minigonna vintage 2King's Road, London (1966). Photo by Stan Meagher

La minigonna divenne negli Anni ‘60 l’icona della moda per la giovane donna emancipata e liberata, rispetto alle precedenti generazioni. Un po’ come era accaduto negli Anni ’20, quando le ragazze, ribollenti di sensualità, nella loro esuberante ricerca di libertà, non esitavano ad esibirsi come “flappers girls” nelle sale di Burlesque.

Nel decennio successivo, la minigonna fu adottata e adattata dal punk, apparendo in tessuti improbabili come la pelle nera, il vinile e persino il PVC. Nessuno ha indossato questo look in modo più famoso della rocker Debbie Harry, cantautrice, attrice e attivista statunitense, front woman del gruppo Blondie. E se può sembrare che la cattiva ragazza che guidava il gruppo apparisse già sufficientemente cattiva, negli Anni ’80 la giacca da motociclista di Madonna e i leggings con la minigonna rossa arruffata di Cindy Lauper ci hanno costretti a chiedere a quelle irriconoscibili ragazze chi fossero. E loro, Cyndy Lauper come Madonna, beh, hanno dichiarato che loro volevano solo divertirsi.

minigonna vintage 2Debbie Harry by Christopher Makos (1976)

Negli Anni '90, la minigonna era cresciuta, con le migliori maison di moda come Prada, Versace e Dolce & Gabbana che la portavano in ufficio e la invitavano alle serate di gala.

minigonna vintage 2Madonna, Who’s That Girl (1987)

I due decenni successivi hanno visto la minigonna assumere una miriade di cambiamenti, su e giù per la scala sociale e attraverso la lente deformante dell'età. Dalle buffonate da scolaretta di Britney Spears allo stile "celebrità per sempre" di Paris Hilton; dal pezzo marrone casualmente chic di Sophie Marceau al pastiche rosa e nero di Chiara Ferragni, la minigonna sembrava aver esaurito tutte le sue potenzialità e possibilità.

minigonna vintage 2Sophie Marceau (2017). Photo instagram@sophiemarceau

All'indomani di un anno lungo e difficile, le collezioni primavera/estate 2021 sono inondate dalla gonnellina che mezzo secolo fa ha fatto la differenza. Partendo da una sana dose di vitalità della Swinging London e mescolandola con la freschezza giovanile della Gen Z, Miu Miu veste Lila Grace Moss, la figlia di Kate, per la sua prima passeggiata in passerella. Questo intruglio inebriante di geometria spigolosa e colori iper-naturali è una dichiarazione audace dello zeitgeist, lo spirito del tempo, che sfida le avversità ed è pronto ad affrontare il mondo.

minigonna vintage 2From left to right: Lila Grace Moss for Miu Miu (2020) © L’Officiel Italy - Rejina Pyo

Affidati alla mano ferma del direttore creativo Anthony Vaccarello, Yves Saint Laurent ci guida in un viaggio spirituale nel deserto, attraverso il tempo e lo spazio. Il suo cenno ai sexy e celebrativi Anni '60 non è un porto di arrivo, ma piuttosto un punto di partenza. Informato dal passato ma non imprigionato da esso, il riferimento è rivelatore, lo spirito è rivoluzionario. Questo viaggio di ritorno al futuro non è né una nostalgia malinconica né un'ingenuità da sfigati. È lodevolmente inclusivo e onnicomprensivo.

Che sia chiara o scura, seria o impertinente, quest'anno la minigonna è audace, è luminosa, ed è incredibilmente bella.

Proprio come i nostri tempi. Proprio come noi stessi.

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Mini skirts: it’s our turn. Not just a throwback to another era, this thoroughly modern mini is fully informed by the past but boldly going where no woman has gone before.

minigonna vintage 2Mini-skirts by Alberta Ferretti ss21 © Alberta Feretti

“A good speech should be like a woman's skirt,” Winston Churchill once quipped; “long enough to cover the subject and short enough to create interest.” This was in 1942, well before the marvellous miniskirt made its debut on catwalks and in boutiques. And who originally coined the phrase is as debated as who first came up with the audacious idea for these barely more than 25cm-long garments.

A short skirt on a woman is nothing new in Europe, of course. While eschewing examples provided by Neolithic archaeology, we might mention Josephine Baker’s brilliant banana bit from the 1920s or the outrageous outfits worn by futuristic females in pulp science fiction artwork by the likes of Earle K. Bergey in the 1940s and 50s.

minigonna vintage 2Earle K. Bergey, Dragon’s Island (1952)

But it was not until the early 60s that women dared to bare so much leg out in the streets. Young women, that is. And in the streets of London. Or Paris. Or both, more or less at the same time. A debate has raged for decades over whether it was Chelsea-based Mary Quant or (certainly according to him) the 16th Arrondissment’s André Courrèges who first cinched up the skirt. Which side one falls on generally depends on which side of the Channel one lives on. In any case, both of these undeniably talented and determined young designers made headlines with the hemlines of their Spring/Summer collections in 1964.

Interestingly, years later Ms. Quant said, “It wasn’t me or Courrèges who invented the miniskirt anyway – it was the girls in the street who did it.”

 

Either way, other top-line designers were shortening skirts at about the same time. John Bates, Cristóbal Balenciaga, Pierre Cardin and Yves Saint Laurent all caught the wave, though responsibility for the miniskirt’s status as a truly international fashion phenomenon was probably due principally to its predominance in the heart of Swinging London.

 

And no one personified this more than the inimitable androgynous Twiggy.

The flapper girls of the 1920s, frequenting the Burlesque halls and seething with sensuality, had certainly enjoyed a significantly greater measure of freedom than preceding generations of women. But there was one very powerful restraint on their exuberant expression: the threat of pregnancy. Birth control became an option during the Swinging Sixties, and the miniskirt was the iconic fashion fixture for the liberated, emancipated young woman.

In the following decade, the miniskirt was adopted and adapted by Punk, appearing in unlikely fabrics such as black leather, vinyl, and even PVC. No one wore this look more famously than rocker Debbie Harry.

And if you thought Blondie’s bad girl was naughty enough, in the 80s Madonna’s black biker jacket and leggings with ruffly red miniskirt had us wondering who’s that girl, and Cyndy Lauper, well, she just wanted to have fun.

By the 1990s, the miniskirt had grown up, with top fashion houses like Prada, Versace and Dolce & Gabbana bringing it into the office and getting it invited to the gala evening event.

minigonna vintage 2Mini-skirt Versace, ss 995. Modele Nadja Auermann © Condé Nast Archive

The next two decades saw the miniskirt take on myriad permutations, up and down the social scale and across the spectrum of age. From Britney Spears’ schoolgirl antics to Paris Hilton’s celebrity-for-its-own-sake style; from Sophie Marceau’s casually chic brown bit to Chiara Ferragni’s pink and black naughty-but-nice pastiche, the miniskirt seemed to have exhausted all of its potentials and possibilities.

minigonna vintage 2Paris Hilton Early wears a mini skirt by Von Dutch and Dior glasses (2000) © Paris Hilton

In the aftermath of a long, difficult year, Spring/Summer collections for 2021 are awash with the little skirt that made a big difference half a century ago. Starting with a healthy pour of Swinging London’s vitality and mixing in youthful Gen Z coolness, Miu Miu dresses Lila Grace Moss, Kate’s daughter, for her very first runway walk. This heady concoction of angular geometry and hyper-natural colours is a bold declaration of the zeitgeist, defiant in the face of adversity and ready to take on the world. 

minigonna vintage 2From left to right: Twinset - Chanel

Under the steady hand of creative director Anthony Vaccarello, Yves Saint Laurent takes us on a spiritual journey into the desert. Travelling through time and space, his nod to the sexy and celebratory 60s is not a safe harbour of retreat but rather a point of departure. Informed by the past but not imprisoned by it, the reference is revelatory, the spirit is revolutionary. This voyage back to the future is neither wistful nostalgia nor waifish naiveté. It is laudably inclusive and all-embracing.

Whether light or dark, sassy or serious, the miniskirt this year is bold, it is bright, and it is astoundingly beautiful.

Just like our times. Just like ourselves.

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