Maggiolina, un quartiere davvero originale

A typical igloo house in the Maggiolina district of Milan © milanoguida

La Maggiolina è la zona residenziale più strana di tutta la città, ospita costruzioni da favola e piacevoli giardini. Poco conosciuta dagli stessi milanesi, merita senz'altro una visita.

Uno dei quartieri meno noti di Milano è la Maggiolina. Non tutti i milanesi lo conoscono, forse perché non ci sono monumenti famosi, chiese o musei da visitare. Oltretutto è situato in periferia, zona nord, bisogna andarci apposta, non è di passaggio. È una piccola area residenziale che ha la particolarità di ospitare strane abitazioni.

Intanto, perché si chiama la Maggiolina? La risposta è semplice: il quartiere ha preso il nome da un'antica cascina del XVI secolo ormai distrutta, ma non è escluso che il nome derivi dalla famiglia dei Maggiolini, antichi proprietari della cascina, venuti in Lombardia dalla Toscana dove esercitavano l'arte dei setaioli.

Tutto il quartiere, se si fa eccezione per una parte destinata a grandi edifici a carattere residenziale, è costellato da villette a schiera e palazzine d'epoca tipiche dei sobborghi alberati delle grandi città. L'edificio di maggior rilievo storico della zona è Villa Mirabello, una vecchia cascina del XV secolo appartenuta a illustri personaggi vicini alla famiglia dei Sforza. Da cascina di campagna, passando di mano in mano, è diventata col passare del tempo azienda agricola con annessa una piccola riserva di caccia. Dopo i restauri effettuati nei primi decenni del secolo scorso, la palazzina venne adibita a casa di ricovero per i ciechi di guerra. Attualmente è sede di uffici e di una casa di riposo.

quartiere maggiolina 2 The Villa Mirabello in the pass and today

Non molto distante dalla Maggiolina è da visitare il seicentesco oratorio dei Santi Carlo e Vitale alle Abbadesse. La piccola chiesa ha al proprio interno alcuni pregevoli affreschi del milanese Pietro Maggi (1660 circa-1738 circa) che, dopo un lungo periodo di abbandono e di degrado sono ora sotto la tutela della Sovrintendenza.

Ma la vera attrazione di questa zona residenziale di Milano è costituita dalle case dei puffi. Si tratta di abitazioni a pianta circolare, progettate e costruite dall'architetto Mario Cavallé (1895-1982) nel 1946 lungo una striscia di terreno a ridosso della ferrrovia Milano-Monza.

quartiere maggiolina 2The extravagant "igloos", the "mushroom" houses

Delle dodici unità del progetto iniziale, ne sopravvivono oggi soltanto otto. La loro caratteristica è la forma a igloo e sono costituite da due livelli abitativi: uno fuori terra e l'altro con accesso solo dall'esterno o attraverso una piccola botola all'interno. In tutto circa 45 mq, ma comunque dotate di ingresso, due stanzette, cucina e bagno.
Non contento di questa prodezza abitativa, l'architetto Cavallé volle costruire anche due case a forma di fungo, che si sviluppavano su due livelli fuori terra. Il primo, più ristretto, assomigliava molto al gambo di un fungo Amanita muscaria e il secondo, più ampio e con una forma a cappella, dipinto con gli stessi colori del fungo ispiratore e costellata di punti bianchi. Le due case a fungo sono state ormai demolite, ma è possibile osservare tre unità abitative simili nel comune di Novate Milanese.

quartiere maggiolina 2

Le stranezze architettoniche della Maggiolina hanno un altro notevole esempio nella ‘Palafitta’. Si tratta dell'abitazione che l'architetto Luigi Figini (1903-1984), membro del Gruppo 7 e in seguito del Movimento Italiano per l'Architettura Razionale, volle costruire per sé come abitazione privata, negli anni tra il 1933 e il 1935. Composta da due case, una dentro l'altra, la prima fa da guscio e la seconda fuoriesce in altezza. Il tutto poggiato su palafitte di cemento armato.

quartiere maggiolina 2The Palafitta House in the Maggiolina district © Urbanfile

Architettura innovativa e fuori del comune che vale la pena di conoscere. Una visita alla Maggiolina è senza dubbio un'esperienza molto particolare e da non perdere, anche perché il quartiere è facilmente raggiungibile con la metropolitana o, volendo, con una piacevole passeggiata.

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Maggiolina: a truly original quarter. This is the strangest residential area of the city, hosting fanciful buildings and pleasant gardens. Little known even by the Milanese themselves, it is well worth a visit.

One of the least familiar quarters of Milan is Maggiolina. Not even all the Milanese know about it, perhaps because there are no noteworthy monuments, churches or museums to visit. Located in a northern suburb, it’s not an area that one would encounter by chance. A small residential area, it plays host to some rather peculiar little houses.

The quarter owes its name to a 16th-century farmhouse that once stood in the area, owned by the Maggiolini, a family of silk merchants who had come to Lombardy from their native Tuscany.

Apart from several large residential buildings, the entire quarter is dotted with the townhouses that are so typical of the tree-lined suburbs of great cities. The most historically important edifice in the area is Villa Mirabello, a 15th-century farmhouse once owned by an illustrious family close to the Sforza’s. Restorations in the early part of the last century fitted it for use as a recovery centre for those blinded during the war. Today it houses offices and a retirement home.

quartiere maggiolina 2The Villa Mirabello © Urbanlife

Not far from Maggiolina is the 17th-century Oratory of Saints Carlo and Vitale alle Abbadesse. The small church contains precious frescoes by the Milanese painter Pietro Maggi (c. 1660 – c. 1738), which are now being looked after, following a long period of abandonment.

quartiere maggiolina 2The church of Santi Carlo e Vitale alle Abbadesse

But the real attraction in this neighbourhood are the houses that look as though there were built for Smurfs. These circular constructions were designed by architect Mario Cavallé in 1946 along the Milano-Monza railway line. Of the 12 original homes, only 8 remain. Each of the igloo-shaped residences has an above-ground and a semi-interred level. Although measuring only 45 m², they all have a foyer area, two rooms, a kitchen and a bathroom.

Cavallé also built a pair of 2-storey mushroom-shaped homes. One, rather narrow, resembled the stalk of the Amanita muscaria species, and the other, more ample, had a cap-shaped second floor whose walls and roof were painted with white polka dots. Both houses have since been demolished, but similar constructions survive in the town of Novate Milanese.

quartiere maggiolina 2General view of Mario Cavalles igloo houses as it was in the pass © Getty Images

Another architectural oddity of the Maggiolina district is the ‘Palafitta’. Built between 1933 and 1935, it was designed by Luigi Figini as his own residence. Reflecting the Italian Movement for Rational Architecture, it is in fact a house within a house. The outer structure serves as a kind of shell, with the inner section emerging to a greater height, all sitting atop a series of reinforced concrete posts.

This is innovative and out-of-the-ordinary architecture that is well worth seeing. A visit to Maggiolina is a peculiar experience, one that is easily had as the area is well-connected by metro. In fact, it’s the distance of a pleasant stroll from the city centre.

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