Cristiana Capotondi, attrice, regista e manager

Cristiana Capotondi © Photo by Amilcare Incalza

Cristiana Capotondi è un personaggio unico. Attrice dall'età di dodici anni, è la beniamina degli italiani, una donna che investe sé stessa in tutto ciò che fa con intelligenza e passione. Grazie alla sua bellezza, al suo fascino e al suo immenso talento, ha conquistato l'ammirazione di un pubblico che la segue con affetto. Pur essendo una delle attrici più amate della scena televisiva e cinematografica italiana, è anche appassionata di calcio e dal 2020 è capodelegazione della Nazionale italiana di Calcio Femminile. La si vede anche lottare a favore di istanze umanitarie e contro i comportamenti incivili. Nata a Roma, vive a Milano da molti anni e non esita a rimboccarsi le maniche quando si tratta di aiutare la cultura milanese e le iniziative riguardanti il Cinema. Cristiana Capotondi interpreta Antonia, nella serie tv Disney+ Le fate ignoranti, una ripresa del successo del film di Ferzan Özpetek (2001).

Sono iniziate le riprese della serie tv Le fate ignoranti, con Ferzan Özpetek (regista della pellicola originale) che segue la sceneggiatura. Com'è girare con Özpetek? 

“Ho iniziato le riprese de Le fate ignoranti, ispirato al film interpretato venti anni fa da Margherita Buy e Stefano Accorsi. Era da tempo che speravo di lavorare con Ferzan, perché trovo che abbia una sensibilità e una capacità di raccontare il suo mondo veramente unica e sono ancora più convinta della sua forza autorale e della sua capacità artistica, ora che stiamo lavorando insieme. Mi piace molto, è una persona aperta, solare e accogliente, per cui per me sono giorni di lavoro ma anche di felicità.”

Il film di Hitchcock, di cui lei ha interpretato un remake televisivo diretto da Riccardo Milani nel 2008, La prima moglie, Rebecca era stato oggetto di analisi condotte da studiosi americani interessati a problematiche legate alla femminilità e alla psicanalisi. Il film descriveva ogni mutamento d'umore ed ogni stato d'animo: la soggezione, la dignità, la fantasia, l'audacia, la gelosia e lo scoramento. Le è piaciuto?

“Credo che sia un affresco della psicologia femminile molto interessante. Mi è piaciuto interpretare quel personaggio proprio per questo suo aspetto di grande attenzione alla psicologia femminile, appunto, con una drammaturgia molto coinvolgente. E questa è stata per me un'esperienza del tutto totalizzante.”

cristiana capotondi 2Cristiana Capotondi © Photo by Amilcare Incalza
Nel 2005 lei si è laureata all'Università La Sapienza di Roma in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema italiano. Come vede il nostro cinema nel 2021? Quali prospettive?

“Il mio lavoro di fine studi è stato una tesi sulla storia del cinema italiano, in particolare su quei film che hanno aiutato noi giovani, che non abbiamo vissuto la guerra e il fascismo, a comprendere quei fenomeni storici. Quindi ho cercato di rappresentare quanto il cinema sia forte da un punto di vista immaginifico, e quanto riesca a restituire la storia vista dal basso che, per chi la legge sui libri, ha i contorni dei grandi rivolgimenti ma non racconta quanto impatti sulla vita delle persone. Oggi, secondo me, il cinema italiano è in una fase di grandi cambiamenti. Un po' dipende dall'accelerazione che la pandemia ha rappresentato rispetto alle modalità di fruizione dei contenuti, un po' dall'idea che esiste un cinema mondiale all'interno del quale l'Italia può portare dei contributi vivacizzanti. Ci saranno sempre più coproduzioni internazionali e quindi mi auguro che i nostri giovani registi e sceneggiatori siano pronti a cogliere questa provocazione rappresentata dal mercato mondiale.”

 

“Secondo me ci sono buone prospettive, perché ci sarà uno sviluppo molto importante anche di Cinecittà. Quindi credo che l'attività cinematografica internazionale possa tornare a concentrarsi sull'Italia, come è già accaduto tra gli anni '50, '60 e '70.”

 

“E d'altro lato credo che la nostra capacità formativa sia molto importante e molto valida e culturalmente forse unica nel mondo e quindi sicuramente nel panorama del cinema mondiale saremo in grado di proporre idee e talenti straordinari.”

Di recente l’abbiamo rivista in tv nella fiction Bella da morire e ultimamente, come protagonista della nuova puntata di Senso civico su Corriere.it dedicata alla cittadinanza attiva. La lotta alla mafia, alla violenza sulle donne, al femminicidio sono problemi enormi che il cinema può aiutare a combattere, raccontandoli al grande pubblico?

“Assolutamente sì! Io credo molto nel senso civico applicato alla cinematografia, cioè credo che il cinema possa davvero rappresentare, provocare, formare, educare le persone ad una dimensione di civiltà, ad una dimensione di attenzione all'altro e di comprensione delle dinamiche che portano poi a fatti come quelli che abbiamo citato: il femminicidio da un lato e dall'altro fenomeni di ordine mafioso. Per cui, tra i motivi per cui amo questo mestiere, c'è anche quello che consente di veicolare dei valori di cui ti fai portatrice e di sperare che quando questi valori arrivano, arrivano con la forza dell'immagine, quindi con la forza quasi onirica che il cinema rappresenta.”

Con Cristiana Mainardi lei è stata l'ideatrice di “Fuoricinema”, un festival cinematografico su misura per Milano. Quando ci sarà la prossima edizione di questa riuscitissima manifestazione? Può anticiparci qualcosa?

“Abbiamo fondato “Fuoricinema” anche grazie alle forze del gruppo 'Anteo spazioCinema', una bellissima realtà all'interno della quale i protagonisti del cinema incontrano il pubblico milanese, che ricordiamo essere un pubblico molto attento e molto vivace. Nel giorno delle riaperture, un cinema milanese, rispetto ai posti disponibili a capienza ridotta, ha registrato il tutto esaurito addirittura alle 6,30 del mattino. Quindi abbiamo cercato di andare incontro a questa necessità del pubblico milanese nel proporre un format di chiacchierate a partire da un tema, che è quello della manifestazione e che cambia ogni anno. Quest'anno la manifestazione ci sarà e sarà nel fine settimana del 17, 18 e 19 settembre a Milano, all'interno dell'arena estiva della Triennale. Siamo molto felici perché anche lo scorso anno, quindi a pochi mesi dall'inizio della pandemia, sempre nel mese di settembre, abbiamo comunque tenuto viva la nostra manifestazione che quindi, ad oggi, proprio come la la Mostra del Cinema di Venezia, non conta sospensioni da Covid.”

cristiana capotondi 2Cristiana Capotondi © dr

Sappiamo che lei ama cucinare e che lo fa in coppia con Andrea Pezzi, l'uomo della sua vita. Ce ne può parlare? Quali sono i suoi piatti preferiti? Cucina tradizionale o innovativa?

“Assolutamente cucina tradizionale italiana, con qualche concessione alla creatività individuale, ma sempre nel rispetto del nostro palato che è, secondo me, il palato più fine del mondo. E Andrea è romagnolo, quindi potete immaginare che si spazi dalle lasagne al passatello, cercando di realizzare anche delle tagliatelle con i piselli. Insomma, ci si muove su questi grandi temi, ecco.”

cristiana capotondi 2Cristiana Capotondi and Andrea Pezzi. Photo by Alberto Pizzoli © AFP
Da “romana de Roma”, ora che vive a Milano, che cosa pensa di questa città e della qualità della vita che offre? È molto attiva a Milano, potrebbe parlarci del suo coinvolgimento in Milano cultura?

“Da romana io devo moltissimo a Milano. Gran parte della mia personalità dipende da questa città, da quanto mi ha formata, mi ha appassionata e coinvolta, da quanto mi commuove pensare che sia un po' una mamma più severa di Roma, ma meno dura, apparentemente chiusa.”

 

“Milano ha un cuore grande che stimola l'eccellenza, che spinge le persone a dare il meglio per sé stessi e per un senso più grande di comunità. Mi piace il suo garbo e la sua riservatezza, mi piace il suo tono della voce e la trovo molto elegante.”

 

“E sono attiva, sì. Molte associazioni milanesi le sostengo con attività realistica, concreta, sul campo. Dall'altro lato, fuori cinema, è una delle tante modalità con le quali ho scelto di contribuire alla vita di questa città e la porto sempre nel cuore. Ne parlo molto spesso e quando mi chiedono di dove sono, io dico che sono una milanesotta nata a Roma, perché qualche pregio e forse qualche difetto della milanesità ormai li ho assunti e quindi sono un'ambasciatrice milanese.”

Oltre al cinema, lei ha un’altra grande passione: il calcio. Un amore che l’ha vista coinvolta in numerose partite benefiche, oltre a portarla ad essere eletta Vicepresidente della Lega Pro nel 2018 e a essere nominata, lo scorso 5 agosto, Capodelegazione della Nazionale Italiana di Calcio Femminile. Vive a Milano ma è nata a Roma, allora, romanista o…?

“Sono nata in una famiglia di romanisti, quindi con una grande passione calcistica che si è formata sui colori della Roma e diciamo che la fede di origine è quella. Poi, con il tempo, ho trasferito la mia passione calcistica a tutte le partite di tutte le serie, di tutte le leghe, italiane e internazionali. Per cui la mia è una passione che prescinde dal tifo.”

cristiana capotondi 2Cristiana Capotondi © calciomercato.com

Lei gioca fin da piccola. Calcio, calcetto o calciotto? E in quale ruolo gioca?

“Calcetto, perché adesso non ho più la forza nelle gambe per calciotto o calcio. Il mio ruolo abituale è quello di esterno di difesa, ma sono davvero una giocatrice molto amatoriale, ho partecipato a tornei interscolastici solo negli ultimi anni di liceo. Non avrei mai potuto fare la calciatrice di professione, perché ci vuole forza di volontà e talento ed io, il talento vero e importante, non ce l'ho.”

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Cristiana Capotondi has dedicated herself entirely to everything she does since she began acting at the age of twelve. Her beauty, her charisma and her immense talent are why she is followed by so many adoring fans. Besides being one of the best-loved actors in Italian TV and cinema today, she is also an avowed football fan and since 2020 has been the head of the Italian delegation for the national women’s team. Born in Rome and resident in Milan, she does not hesitate to roll up her sleeves and work in support of Milanese culture and cinema.

cristiana capotondi 2Cristiana Capotondi © Photo by Amilcare Incalza

Cristiana, you play Antonia in the Disney+ series Le fate ignoranti, with Ferzan Özptek, the director of the original film, as script consultant. What is it like working with Özpetek?

“I had wanted to work with Ferzan for a long time because I feel that he has a real talent for describing his unique world. Now that I’m working with him, I’m even more convinced of his power as a writer and his artistic ability. I really like him, he’s such an open, positive, and welcoming person. My days at work are very happy days.”

You starred in the 2008 Riccardo Milani-directed TV remake of Hitchcock’s Rebecca, whose original release prompted significant analysis and discussion. The film tracks each and every mood change: subjugation, dignity, fantasy, audacity, jealousy and distrust. Did you enjoy it?

“I think that it’s a very interesting depiction of female psychology. I liked playing that character precisely because of this. It was an all-consuming experience for me.”

In 2005 you wrote a thesis on Italian cinema, graduating from Rome’s La Sapienza University with a degree in Communication Sciences. What do you see ahead for our national cinema?

“My thesis focussed on the films that have helped young people like me to understand the Second World War and fascism. I wanted to demonstrate just how powerful cinema can be in recounting history from a grass-roots point of view. I think that Italian cinema is undergoing great changes. Some of this is due to the acceleration that the pandemic has brought to how content is accessed, and some of it reflects the idea that there is a world cinema to which Italy can make exciting contributions. There will be more and more international co-productions, and I hope that our young directors are ready to take advantage of this. I think that there’s a real possibility that international cinematic activity will once again be concentrated in Italy, as was the case in the 50s, 60s and 70s. I also believe that our education in the field is excellent and culturally perhaps unique in the world. We are well placed to provide extraordinary ideas and talent to world cinema.”

We’ve recently seen you in the TV miniseries, Bella da Morire and in the new episode of Civic Sense on activism. Can cinema help in the fight against the mafia and violence against women?

“Absolutely! I firmly believe in bringing a sense of civic responsibility to cinema and that cinema can be powerful in representing, provoking and educating people to become more civil. One of the reasons I love my work so much is that it can serve to spread the values I hold important through the power of images.”

cristiana capotondi 2Cristiana Capotondi © Photo by Eamonn M.McCormack

With Cristiana Mainardi you created “Fuoricinema”, a festival specifically for Milan. What can you tell us about the next edition of this wonderfully successful event?

“We started ‘Fuoricinema’ with the support of the Anteo spaziCinema, where cinema professionals interact with the Milanese, who are always so attentive and energetic. The day that cinemas could open again, one cinema had sold all of their reduced-capacity seating by 6:30 in the morning. So we arranged an open chat on the topic of demonstrations, and the topic will change each year. The next event will be held 17-19 September in Milan, in the summer arena of the Triennale. Like the Venice Film Festival, we’re thrilled that we’ve been able to continue without interruption through this period of Covid.”

We know that you love cooking with your partner Andrea Pezzi. Do you prefer traditional or innovative cusine?

“Absolutely traditional Italian cuisine, with a few concessions to individual creativity. Andrea is from the Romagna region, so you can imagine how he adores lasagne al passatello and tagliatelle with peas.”

cristiana capotondi 2Cristiana Capotondi © ilmattino.it

With roots in Rome, now that you live in Milan, what do you think about this city and the quality of life it offers? Tell us a little about your involvement in the city’s cultural scene.

“I owe so much to Milan. Much of my personality depends on this city, on how it formed me, impassioned me, and engaged me. She is a stricter mother than Rome, but she is less hard.”

 

“Milan seems closed, but she has an enormous heart that encourages excellence, pushing people to give the best, both for themselves and for a greater sense of community. This is what I love about Milan.”

 

“I like her gentility and her discretion, I like the tone of her voice, which I find very elegant. And yes, I support many Milanese associations with real, concrete activity. Outside of cinema, it’s one of the many ways that I have chosen to contribute to the life of this city, and I always carry her in my heart. When people ask me where I’m from, I say that I’m a Milanese born in Rome.”

Other than cinema, you have another great passion: football. In 2018 you were elected Vice-president of the Pro League and, last August, Delegation Head of Italy’s national women’s team. You live in Milan but come from Rome… which team do you cheer for?

“I was born into a family of Roma fans, so my faith of origin lies there. Then, with time, I transferred my passion for soccer to all matches, to all leagues, Italian or international. My passion goes beyond fanhood!”

You’ve been playing since you were young. What position do you play?

“I usually play outside defence, but I’m really just an amateur. I could never have played professionally because you need incredible willpower and talent, which honestly, I just haven’t got.”

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